Cultura dell’innovazione: la tecnologia non trasforma le aziende. Le persone sì.

Cultura dell’innovazione: la tecnologia non trasforma le aziende. Le persone sì.

Di Laura Zanfrini

In questi anni abbiamo assistito a una straordinaria accelerazione tecnologica che ha portato a cambiamenti sempre più rapidi, dove modelli di business, tecnologie e aspettative delle persone evolvono nel giro di pochi mesi. 

Eppure, osservando ciò che accade nelle organizzazioni, emerge un paradosso.

Mai come oggi abbiamo avuto a disposizione tecnologie in quantità. Mai come oggi molte trasformazioni hanno incontrato così tante difficoltà nel produrre i risultati attesi.

Perché? Perché, spesso senza accorgercene, continuiamo a pensare alla trasformazione come a un progetto tecnologico, quando in realtà è prima di tutto una sfida organizzativa e culturale, tecnicamente di “change management & adoption”.

Le ricerche sul tema della digital transformation sono ormai concordi: la parte più complessa non è implementare una nuova piattaforma o introdurre l’intelligenza artificiale nei processi aziendali. La vera sfida è aiutare persone e organizzazioni a lavorare in modo diverso: modificare abitudini consolidate, modelli decisionali, modalità di collaborazione, competenze e mindset. In sintesi: significa cambiare il modo in cui creiamo valore.

Come ricorda Erik Brynjolfsson del MIT, la tecnologia da sola non basta. Le organizzazioni che riescono ad ottenere benefici concreti dagli investimenti digitali sono quelle che fanno evolvere contemporaneamente persone, organizzazione e tecnologie. Le prime costruiscono il futuro. Le altre si limitano a digitalizzare il presente. 

Dall’adozione tecnologica alla digital dexterity

C’è un concetto che considero particolarmente utile per comprendere questa differenza: la digital dexterity.

Gartner la definisce come la combinazione di ambizione e capacità che permette alle persone di utilizzare le tecnologie digitali per generare nuovi risultati. È una definizione apparentemente semplice, ma racchiude una prospettiva importante: non basta sapere utilizzare uno strumento.

La domanda chiave è: sappiamo usarlo per immaginare modi migliori di lavorare?

Le organizzazioni più innovative non si limitano a formare sulle tecnologie, allenano comportamenti, coltivano curiosità, favoriscono la sperimentazione, aiutano le persone ad apprendere continuamente, sviluppano fiducia nella capacità di affrontare ciò che ancora non conoscono.

In altre parole, l’innovazione nasce quando le persone si sentono autorizzate a sperimentare, a imparare dagli errori e a contribuire attivamente al cambiamento.

Nuovi compiti per la leadership

La trasformazione digitale sta contribuendo a ridisegnare la leadership. La velocità del cambiamento, la crescita dei dati disponibili, l’aggiornamento continuo delle competenze, l’emergere di modelli di lavoro ibridi e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale impongono una leadership diversa rispetto al passato.

Per molti anni abbiamo associato la leadership alla capacità di fornire risposte. Oggi, sempre più spesso, il compito del/della leader è creare le condizioni affinché emergano le domande giuste. Nessuna persona in posizione manageriale può possedere da sola tutte le conoscenze necessarie per affrontare questa complessità. Può però costruire contesti in cui le persone collaborano, condividono informazioni, apprendono e sperimentano. Può favorire una cultura che superi rigidità organizzative, silos e resistenze, creando le condizioni per una sperimentazione responsabile e continua. Può favorire una cultura che non teme il cambiamento ma che lo consideriaparte integrante del proprio modo di operare. Può creare organizzazioni capaci di adattarsi.

Parliamo di una leadership sempre meno legata al controllo e sempre più alla capacità di generare apprendimento, connessione e innovazione.

Psychological safety: il terreno su cui cresce l’innovazione

A questo proposito, le ricerche di Amy Edmondson hanno evidenziato un elemento chiave: la psychological safety, uno dei fattori più solidi e documentati alla base dell’innovazione dei team.

Quando le persone possono esprimere idee, dubbi, punti di vista differenti e segnalare errori senza timore di conseguenze negative, aumentano apprendimento, collaborazione e capacità innovativa.

La sicurezza psicologica non si dichiara, si costruisce: sono i/le leader che, con le proprie azioni quotidiane, la rendono reale o la smentiscono. La sicurezza psicologica, però, non è un clima “gentile” o privo di conflitti.

I team più innovativi combinano due elementi apparentemente opposti: elevata sicurezza psicologica ed elevati standard di performance: le persone si sentono libere di parlare ma anche responsabilizzate rispetto ai risultati.

L’innovazione non è un progetto. È un sistema.

Uno degli errori più frequenti consiste nel considerare l’innovazione come una serie di iniziative isolate, un laboratorio, un hackathon, un progetto di intelligenza artificiale.

Le organizzazioni più evolute ragionano diversamente, riuscendo a trasformare le singole iniziative in sistemi che apprendono, migliorano e generano valore nel tempo. In questo approccio, ogni esperienza diventa una fonte di dati, conoscenza e competenze da utilizzare per alimentare la successiva. L’innovazione non è più un evento straordinario, ma una capacità organizzativa permanente.

Una cultura che guarda al futuro: diventare organizzazioni future-proof

In ZaLa Consulting utilizziamo spesso una parola: future-proof.

Non significa prevedere il futuro, significa costruire la capacità di affrontarlo.

Coltivare una cultura dell’innovazione vuol dire proprio questo: allenare curiosità, spirito critico, apprendimento continuo e capacità di immaginare alternative. Organizzazioni a prova di futuro sono organizzazioni capaci di integrare una logica orientata all’esecuzione con una orientata alla trasformazione.

Perché il vero vantaggio competitivo non risiede nell’ultima tecnologia disponibile.

Risiede nella capacità delle persone e delle organizzazioni di evolvere insieme ad essa.

Laura Zanfrini – CEO e Digital Transformation Senior Advisor, ZaLa Consulting s.r.l – Società unipersonale

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